La Meras

Nella vita precedente ero Hello Kitty.
giovedì, 18 settembre 2008

FINALMENTE.

roma

 

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martedì, 26 agosto 2008

E' ARRIVATA KITTY!
MIAO!
Kotek2
postato da meras alle ore 19:45 | link | commenti (1)
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venerdì, 01 agosto 2008

Forse arriva la Kitty, o il Roby.

Kotek2ap.nato

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mercoledì, 23 luglio 2008

diana

IN LOVE MEMORY OF DIANA (*06.04.1996 +21.07.2008)

 

"Sarai sempre con me,nel mio cuore. Grazie per la sorella che sei stata"

postato da meras alle ore 13:05 | link | commenti (4)
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giovedì, 19 giugno 2008

assa4

 

Non lo faccio di proposito. Mi vengono così. Io disegno tutti i volti con gli occhi grandi.

 Gli occhi.

Se è vero che sono lo specchio dell'anima.

postato da meras alle ore 16:25 | link | commenti (8)
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giovedì, 05 giugno 2008

31/05/2008 - SERATA DA POSTARE

 
Bé ovviamente cena con pizza dei monti e pepata di cozze.
C’era anche un tipo con la tipa che la settimana scorsa ho visto in un altro ristorante con un'altra tipa, e gliel’avrei detto alla tipa che era con lui in quel momento, perché co’ sta cretina ci ho litigato. Ovvero, lei ha litigato con me. Perché con una quattordicenne rincoglionita non mi ci metto neanche.
Poi si molla e si parte.
Quasi un guard-rail addosso, si arriva al Motorola-Sharp-Nokia e si pagano 2.60 € solo per passare da un’estremità all’altra. Tra l’altro tre guardiani di ‘ste quattro mura sui cinquantacinque, panciosi e avidi di due femmine nel Motorola-Sharp-Nokia vuoto. Alla ricerca di Nemo… no, alla ricerca di Via-che-roba, che io non porto gli occhiali perché ci vedo bene anche senza, passando per una periferia di palazzi con ottocentocinquanta famigghie, dove per andare a fare il bucato la casalinga con il fiocco in testa e il grembiule che ha passato le guerre puniche deve fare tutti gli ottocentocinquanta piani a piedi per poi essere violentata perché,cosa volete, a quell’ora della sera in uno stabile che poi tanto stabile non è,con il riscaldamento centralizzato ad una sola caldaia….minchia che culo. Comunque vedo in casa della gente. Bello il salotto di quello, se apre di più la tenda vedo anche dove ritira lo scolapasta. Comunque, scorgo TTA e dico :“è lì!” e lei: “ma come cazzo fai a vedere così lontano e sotto una scritta scarabocchiata?!” VE LìAVEVO DETT CHE CI VEDEVO DI GRAN LUNGA…Le dodicenniconlasigarettainbocca danno le informazioni meglio di quelliconlaLandRover200 fermi al semaforo. Un idiota.
Cinque euro all’abusivo non glieli dò neanche se mi paga lui a me. Il che farebbe di e una prostituta, per cui. Ma abbiamo culo (i nostri culi sono molto belli) e troviamo un buco (che se eravamo maschi presi male dalla vita come qualcuno che io conosco eravamo già contenti) e parcheggiamo. Portiamo il collutorio, sà mai. A no, le fanno male i denti.
Comunque al castello un bordello: misto fattoni, extracomunitari, dark, fighi, maglie a righe, cani, criceti e vegliarde assetate. Musica a nastro. Dj carino. E poi quanta gente che pratica sport. Comunque in giro si vede di tutto. E ci si fa venire le vesciche ai piedi. Ammazza così grossa non mi si era mai formata. E si che io ne soffro parecchio. Il taxista di San Babilonia, secondo me, aveva i capelli troppo lunghi; per il resto era carino.
SI ri-torna indietro. Ci si siede sul prato a guardare il misto di prima. E il cimitero delle bottiglie. Si ride, ci si abbraccia. Si è amiche.
Ah, caspita, è vero! Sui navigli abbiamo conosciuto uno stura camini…ehm…spazza camini. Uno sfigato di uno. Non ci mollava più. Trentasei anni, tre figli, due di 19 anni. Vabè.
Poi si torna a casa, albeggia. Tra il ritorno e l’albeggiamento, cioè il finale di sta ramanza, non descrivo, perché tanto ci ha già pensato un altro che dice che ‘sto finale è andato così.
E io gli dico, anzi noi gli diciamo, che non ci crede nessuno che non intendeva NOI. La verità è che non pensavi che leggevamo lì. Ma si, niente rancori, tanto avresti mille argomentazioni e altrettante frecciatine, come al solito, per avere ragione tu. Credimi avida di quella ceppa che vuoi. Io sto benissimo con me stessa, il fatto è che parli, anzi posti di me a vanvera giusto perché non hai voglia di ammettere la mia maturità. PERCHE’ TI BASI SOLO SU QUELLO CHE LEGGI. SBAGLIATISSIMO.
 
 Comunque si và a Cattolica né.  
postato da meras alle ore 09:04 | link | commenti (4)
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venerdì, 30 maggio 2008

Io, che di politica ho sempre capito poco e nulla, ieri sono andata al cinema a vedere IL DIVO, il film sulla vita politica di Giulio Andreotti. Mi è piaciuto molto; la musica i personaggi. Interessante, l'ho guardato tutto d'un fiato.

il divo

Non avevo neanche voglia che mi baciava. Se guardo un film che mi piace, lo guardo e basta. Non sapere ne cazzi ne mazzi. Poi mentre scrivevo un sms a Fabio, che è preso male per la tipa, ma non preso male perchè gli dispiace, preso male perchè è incazzato, mi fa :" chi è?" e io :"chi?" e lui: "al tel, chi è?"

Senti brutto....!!! Ho passato sei anni di prigionia con quella bestia del mio ex, e tu cosa fai, lo imiti??? Usciamo da NEANCHE una settimana, non esiste che mi chiedi chi è quando prendo il telefono in mano! Ovviamente l'ho pensato, ma lui ha capito, e mi ha hiesto scusa minimo m10.000 volte! :"Sai, mi hai revocato una situazione bla bla...ma io non sono cosi, bla bla bla, bla..."

Senti, non sono arrabbiata, mi hai solo infastidito, saranno fatti miei di chi sento al telefono! Già non lo guardo mai, se quando lo guardo devo raccontare al mondo chi è, non esiste. Vabè.

Usciamo e mi dice: "senti, ho pensato (poi tra una parola e l'altra fa delle pause di 20 minuti, insopportabile...PARLA NO!)... dato che -pausa- ti ho vista, così - pausa-interessata -pausa- al film-pausa-, perchè -pausa-non facciamo l'università insieme?"

EEEEEEEHHHHHHHH? Ho pensato.

Io ho sempre voluto farla, al contario delle mie compagne, ma ora non ho nè  tempo nè soldi. Devo pagare un affitto! E poi lo studio richiede una concentrazione che purtroppo, con il lavoro che faccio,dopo le 18:00, io non ho. Magari la farò quando sarò più grande, c'è sempre tempo. Sei stato carino a chiedermelo, comunque. Ma ti ricordo ancora una volta che è la terza volta che ci vediamo.

A lui è dispiaciuto molto. Ma gli ho dovuto tirare fuori io il fatto che anche io ho 14 anni meno di lui. E che sicuramente, tra qualche anno, io non potrò dargli quello che lui vuole. Un figlio, per esempio. O il matrimonio. Come faccio a sapere se a 26 anni voglio un figlio? Questo non è essere prevenuti comunque. E' solo pensare al futuro. E semplicemente non mi và di stare con una persona che ha 14 anni più di me. Lui non sarà d'accordo con tante cose che io voglio fare e lui ha già vissuto...insomma, un minesrone di roba.

Meno male che non ci sono andata a letto. Perchè proprio non mi va.

postato da meras alle ore 14:31 | link | commenti (4)
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mercoledì, 28 maggio 2008

Mail

kitty 001
postato da meras alle ore 09:59 | link | commenti (5)
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mercoledì, 21 maggio 2008

"O stamattina o mai più", ho pensato quando alle 06:05 è suonata la sveglia. Chiudo gli ultimi scatoloni e alle 07:00 in punto arrivano i sette fratelli, che si portano via la mia casa. Li aiuto. Fumo sul balcone, a stomaco vuoto. Guardo i pacchi che scendono nel vuoto e piango.
Lascio un attico con mansarda, per un triocale.
Bando alle ciance.

Stamattina c'era una fermata in più da fare. Anzi non "da fare", ma da sudare.
 In anticipo di 20 minuti, il cuore batte a mille; giuro va al ritmo della musica che mi spacca i timpani.
Ecco the “one apricot”, salgo, timbro, lo vedo. Gli dico ciao ad un tono orecchiabile, finalmente. Parla con l'amica. Lei scende alla fermata prima della nostra. Ci guardiamo, non dico niente. Lui neanche.
"O ora o mai più", e mi rivengono in mente l'alba delle 06:05, e i sette fratelli che mi smantellano la casa. Non ho tempo per i magoni.
 Scendo, mi giro "ciao, mi chiamo Valentina".
Lui sorride: "Ah, piacere, Matteo".
Santo il Signore, si chiama come l'attore di quel telefilm che mi fa emozionare, ed è uguale a lui! Non è un caso?!
"Ci vediamo tutte le mattine ma non ci siamo mai presentati”, gli dico.
Annuisce, impacciato.
"Sei di Novara?" chiedo.
" No, abito a Cameri."
"Oggi è l'ultimo giorno che prendo questo pullman, mi trasferisco."
"Ah si? Dove?"
"In V.le Roma"
"V.le Roma, V.le Roma..." Pensa ad alta voce, facendosi serio, con un'espressione alquanto dispiaciuta...
E io: "Si, non sai dove si trova?"
"Più o meno; vengo a Novara la sera, ogni tanto".
Sorride.
"Vai a scuola?", chiedo -(Ieri ho sentito che ha detto alla sua amica "sono dell' 81", quindi avevo pensato all'università)-.
"No, lavoro in una ditta di informatica, qui vicino alla stazione"
 E poi: "Guarda che non è un'intervista", confermo. Lui sorride.
E finalmente parte lui: " E tu, invece, che lavoro fai? "
"Eh, amministrazione condominiale..."
"Ah!!! Quindi ti becchi tutte le beghe dei condomini!?"
Sorrido, confermo.
Mi appoggio ad un palo, estraggo dalla borsa l’agenda e su una pagina già scarabocchiata scrivo il mio nome, con il numero di telefono; strappo quel pezzo di carta e glielo do.
“Magari una mattina ci prendiamo un caffè insieme, prima di andare al lavoro; scenderò alla fermata qui di fronte, anche prendendo un altro autobus”.
“Ok, allora ti faccio subito uno squillo”, risponde.
“Va bene, buona giornata.” Sorrido. “Anche a te.” Sorride.
Mi giro, mi metto la cuffia nelle orecchie e inizio a sorridere; la gente mi guarda, “è scema” pensa. Non mi credevo cosi spigliata. Cioè si, ma se da domani non  mi sarei trasferita ed avrei continuato a prendere quell’ autobus, gli avrei detto solo “ciao” per altri tre giorni, fino a quando lunedì non avremmo iniziato una conversazione.
Mi riduco sempre all’ultimo momento.
postato da meras alle ore 11:16 | link | commenti (10)
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giovedì, 15 maggio 2008

Stamattina sull'autobus l'ho visto ancora.

 E' uguale alla scena di quel telefilm,  e lui è uguale a quell' attore. 

Adesso la serie è finita e io riguardo gli ultimi 5 minuti dell'ultima registrazione perchè voglio emozionarmi.

Stamattina sull'autobus l'ho visto ancora.

E ascoltavo la canzone di quel telefilm. L’ho messa sull’ Mp3.

Mi sono tolta gli occhiali per guardarlo in faccia. E chissà perchè oggi evitava il mio sguardo.

Poi sono scesa alla sua stessa fermata. E lui è andato alla stazione. Io camminavo a gambero. E' misterioso, è un secchione credo. E penso anche un pò sfigatino. Nel senso che non si nota; nessuno lo guarda perché non veste alla moda, non ha un taglio di capelli stra-figo. Almeno, gli snob non lo notano. Ma la gente comune, senza pregiudizi, lo nota eccome.

Ma cazzo mi incanta.

postato da meras alle ore 09:19 | link | commenti (9)
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Utente: meras
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